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Ethnos è una società di produzione televisiva specializzata nella realizzazione di documentari, con sede a Bologna. La società raccoglie l'esperienza di tre professionisti della comunicazione audiovisiva, attivi nel settore da oltre 20 anni, e conta oggi sulla partecipazione di un gruppo collaudato di collaboratori. L'esperienza acquisita da Ethnos nelle varie tipologie di documentario arricchisce il lavoro di elaborazione, ricerca e realizzazione di ogni prodotto.

film documentario che racconta l'odissea dei rom rumeni di Craiova a Bologna, dal 2002 ai giorni nostri. Il film è frutto di un lavoro collettivo, realizzato con la collaborazione di moltifotografi, videomakers e attivisti bolognesi. «La colonna senza fine» è un progetto di comunicazone interculturale che si concretizza in undocumentario sulla storia della comunità rom di Bologna a partire dal 2002. Obiettivo primario del progetto è informare l'opinione pubblica (cittadina, ma non solo) su questa vicenda emblematica, attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti che hanno vissuto questi anni tra sgomberi ripetuti, iniziative di solidarietà, percorsi di inclusione, confronti politici, tentativi di accoglienza e quotidiane esperienze di emarginazione >>

Il Sudafrica democratico sembra lontano anni luce dal paese guidato da un governo razzista e autoritario fino al 1994. Ma il superamento ufficiale del regime razziale non ha necessariamente significato un miglioramento nelle condizioni delle componenti più deboli della società: la popolazione nera delle township e le donne, di diverse categorie etniche e sociali. Un tempo erano proprio le donne a dover far fronte alla miseria e alle persecuzioni governative quando i loro mariti rispondevano con l'alcolismo alla disoccupazione o finivano in carcere perché si opponevano al regime.Oggi sono vittime degli stupri, uno fra i crimini più diffusi nel paese, e del contagio dell'Hiv per via sessuale.Eppure, le donne del Sudafrica post-apartheid sono le protagoniste di una rivoluzione dal basso che restituisce dignità alle loro storie.>>

di Elisa Mereghetti e Marco Mensa
con la collaborazione
di Rosa Maria Manari e Vincenzo Castellano
consulenza scientifica
di Carla Scotti -Iter
Riprendendo la formula inaugurata con successo dall’ “Antologia di Spoon River” di Edgard Lee Masters, il documentario prende le mosse dalle vere storie di un piccolo cimitero di campagna collocato a Nismozza, nelle montagne di Reggio Emilia: storie di vita agreste, di lavoro contadi-no, di consuetudini, di eventi privati e collettivi. Il piccolo cimitero di Nismozza restituisce uno spaccato commovente e, nel contempo, reale di cinquanta anni di vita di una comunità. Tra tutte, una storia si impone come collante, come filo conduttore attraverso il quale è possibile muoversi alla scoperta di un territorio poco conosciuto dal grande pubblico, ma ricchissimo di leggende e di storia, di grande valore naturalistico e di grande fascino. >>
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La storia delle Case del Popolo è una storia complessa. La prima Maison du Peuple nacque in Belgio, a La Louviere-Jolimont, nella seconda metà dell'800, come espressione della II Internazionale socialista. Fu davvero una rivoluzione, sia dal punto di vista politico, che architettonico: una Casa costruita, faticosamente, con i soldi dei lavoratori e per i lavoratori.
Un’autore ed attore di teatro, Bruno Cappagli del “Testoni” di Bologna, in seguito ad una testimonianza offertagli da un’anziana partigiana di Villanova di Bagnacavallo (Ra), decide di cominciare a progettare una rappresentazione scenica sulla storia delle case del popolo..>>.
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